10
nov

Vi siete mai chiesti come sarebbe la vita nello spazio senza indossare la relativa  tuta pressurizzata?

ce lo spiega questo articolo tradotto dal sito della nasa dove vengono sfatati alcuni miti piuttosto comuni.

“Quanto a lungo può vivere un essere umano non protetto nello spazio?”

se non provate a trattenere il vostro respiro, l’esposizione allo spazio aperto per mezzo minuto circa non dovrebbe produrre ferite permanenti, mentre trattenere il fiato potrebbe danneggiare i vostri polmoni, qualcosa che i sub conoscon ed evitano quando ascendono da grandi profondità, e si potrebbero anche avere problemi ai timpani se le vostre tube di eustachio non sono ben saldate, ma la teoria prevede che in caso contrario l’esposizione al vuoto non causa danni immediati, nello spazio aperto non si esplode, e il sangue non inizia a bollire, no ci si surgela all’istante, ne tantomeno si perde conoscenza istantaneamente.

Diversi problemi minori (ustioni, ringofiamenti dolorosi) iniziano dopo circa 10 secondi, a quel punto si inizia a perdere conoscenza per la carenza di ossigeno, i danni vanno aumentanto e probabilmente la morte tente ad arrivare dopo circa 2 minuti, i reali limiti al momento non sono conosciuti.

nonstante la bassa pressione non si esplode, ne tantomeno il sangue bolle, a causa dell’effetto contenitivo della pelle e del sistema circolatorio. Non ci si congela all’istante, perchè nonostante nello spazio ci siano temperaure estremamente basse, il calore non di dissipa da un corpo altrettanto in fretta, mentre la perdita di conoscenza inizia dopo che il corpo ha finito tutte le sue riserve di ossigeno. Se la pelle viene a diretto contatto con la luce del sole senza protezioni, a causa delle sue intense radiazioni ultraviolette si prenderebbe una estrema ustione da sole.

al “Jhonson Space Center” della nasa, è stato testato in seguito ad un soggetto accidentalmente esposto al pressioni vicine a quelle spaziali durante un incidende causato da una tuta spaziale difettosa dentro una camera del vuoto (avvenuto nel 1965) l’uomo è rimasto cosciente per circa 14 secondi ovvero il tempo che il sangue privato dall’ossigeno ci mette a percorrere lo spazio tra i polmoni ed il cervello, in 15 secondi la stanza è stata ripressurizzata e alla pressione che possiamo trovare a circa 4500 metri l’uomo ha ripreso conoscenza ed ha in seguito affermato che poteva sentire l’aria che veniva aspirata fuori e l’ultimo suoricordo fu che l’acqua nella sua bocca cominciò a bollire

un altro episodio invece riguarda Joseph Kittinger il primo uomo a lanciarsi dallo spazio con un paracadute dopo un ascesa di 31 km su di un pallone aereostatico nel 1960.

Durante l’ascesa il guanto destro non funzionò correttamente e non si pressurizzò ma Kittinger decise di continuare la missione, la mano diventò dolorante ed in seguito inutilizzabile, ma una volta tornato a terra la mano ritornò alla normalità in poco tempo.

fonte: nasa

 

Lascia un Commento